Provincia di Treviso

TREVISO

Conosciuta come la Piccola Venezia o la Urbs Pinta (città dipinta), Treviso è una città che incanta il visitatore per l’azzurro delle sue acque, il verde dei suoi giardini, il rosso dei mattoni delle case medievali. La visita permetterà di conoscere i principali siti di interesse storico-artistico della città. Ci si recherà alla trecentesca chiesa di S. Nicolò, che conserva opere mirabili tra cui una pala rinascimentale del Savoldo ed un affresco attribuito a Lorenzo Lotto, e alla Sala del Capitolo dei Domenicani, mirabilmente affrescata nel 1352 dallo straordinario Tomaso da Modena. Percorrendo le caratteristiche vie della città, abbellite dai numerosi affreschi parietali, sarà possibile ammirare l’Annunciazione del Tiziano, conservata nel Duomo, e la suggestiva chiesa di S. Francesco, ricca di opere d’arte e dei monumenti funebri del figlio di Dante e della figlia del Petrarca. La caratteristica Pescheria, i romantici Buranelli e tutta la zona dei canali, il Palazzo dei Trecento, simbolo della secolare indipendenza del centro urbano, la vivace Piazza dei Signori, il Calmaggiore fiancheggiato dai bei palazzi porticati, la goliardica Fontana delle Tette lasceranno nel visitatore un ricordo indelebile di questa cittadina che a buon titolo simboleggia la “Marca Gioiosa”. Molto interessante è il Museo di Santa Caterina che, oltre alla collocazione all'interno dell'antico convento dei Serviti, custodisce un bellissimo ciclo di affreschi della metà del '300 di Tomaso da Modena e la cappella degli Innocenti affrescata a metà del XIV secolo.

 

CASTELFRANCO VENETO

La città, famosa per aver dato i natali al Giorgione e per conservare nel Duomo una delle sue opere più famose (restaurata di recente), merita una visita anche per altri motivi: la bella cinta muraria perfettamente conservata, la Casa Giorgione e la sacrestia del Duomo che custodisce preziose opere pittoriche. Se aperto, si può anche visitare il bel Teatro Accademico, progettato da F. M. Preti nel XVIII secolo.

 

VILLA EMO A FANZOLO

Villa Emo (a una decina di chilometri da Castelfranco) costituisce uno dei capolavori assoluti di Andrea Palladio nell’architettura di villa. Costruita nel 1560, è una delle poche fabbriche dell’architetto interamente finita; essa esprime perfettamente l’esigenza di rappresentatività e funzionalità agricola che è alla base del concetto stesso di Villa nel Veneto del Cinquecento. L’edificio è costituito da un corpo centrale e da due barchesse laterali. Il corpo residenziale è impreziosito dagli stucchi di Alessandro Vittoria e dagli eleganti affreschi di Giovan Battista Zelotti(1565 circa) che proprio qui realizza il suo capolavoro.

 

TOMBA BRION AD ALTIVOLE

Nella frazione di San Vito (a pochi chilometri da Castelfranco e da Asolo) si può visitare la tomba monumentale Brion, opera di Carlo Scarpa (1906–1978), uno dei più grandi architetti contemporanei; egli in questo lavoro riversa, anche grazie alla disponibilità di mezzi e di spazi, tutta la sua vasta cultura architettonica, artistica, letteraria, oltre alla sua profonda esperienza artigianale. Tutti i materiali utilizzati, l’acqua e la luce – che rivestono un ruolo fondamentale nella realizzazione dell’opera – riescono a trasmettere al visitatore il senso del colore, la sensibilità della forma, l’idea dell’organizzazione dello spazio, una sensazione di equilibrio e serenità difficilmente descrivibili a parole.

 

ASOLO

Definita la “Città dai cento orizzonti”, Asolo riesce ad incantare i suoi visitatori non tanto per le numerose opere d’arte che conserva, quanto per le suggestioni ambientali, per le seduzioni della natura, per la storia delle persone che tanto l’hanno amata e che qui sono vissuti come la Regina di Cipro, Robert Browning, Freya Stark, Eleonora Duse, Gianfrancesco Malipiero, Carlo Scarpa….
Passeggiando per la città, sarà possibile ammirare la piazza maggiore, la Cattedrale che conserva preziose opere artistiche (Lorenzo Lotto, Jacopo Da Ponte, ecc.), la Loggia della Ragione, villa Freya, gli affreschi della chiesetta di S. Caterina, la caratteristica Casa longobarda, il Castello della Regina Cornaro, via Browning e via Cornaro.


VILLA BARBARO A MASER

Non lontano da Asolo (a circa otto chilometri), in località Maser, si trova la celeberrima Villa Barbaro, che fu costruita attorno al 1560 da Andrea Palladio e affrescata da Paolo Veronese. Voluta dai veneziani fratelli Daniele e Marcantonio Barbaro in uno dei siti più belli del Trevigiano, la villa aveva il duplice scopo di rappresentare la classe sociale dei committenti e di fungere da fulcro per la gestione economica del territorio circostante. Oltre alla villa, è visitabile anche l’annesso museo delle carrozze.


SCOPRIRE CANOVA A POSSAGNO

Possagno (a dodici chilometri da Asolo) fu la città natale di Antonio Canova, uno dei più importanti artisti neoclassici, che è conosciuto in tutto il mondo come scultore ma che fu anche abile pittore ed architetto.
In questo centro della Valcavasia è possibile ripercorrere tutte le tappe della sua vita visitando le stanze della sua casa, scoprendo le sue opere pittoriche ed i suoi gessi conservati nella suggestiva Gipsoteca, salendo al grandioso tempio che sovrasta il paese, che lui ha progettato e che conserva la sua tomba.

CONEGLIANO

Definita anche “La perla del Veneto”, Conegliano viene già citata come città fortificata in un documento del 1016 e nel XIV secolo le sue tre cinte murarie erano difese da circa 70 torri. Ancor oggi è possibile visitare il suo Castello, che nella Torre della Guardia custodisce il Museo Civico, percorrere l’antica via della Castagnera caratterizzata dai trecenteschi archivolti carraresi, e la Contrada Granda con i suoi palazzi affrescati: Palazzo Piutti, Casa Sbarra,.. Su questa si affacciano il Duomo, in cui si conserva una pala di Cima da Conegliano, e la bella Sala dei Battuti interamente affrescata. L’itinerario può essere completato con la visita del cinquecentesco convento di San Francesco e della chiesa domenicana di San Rocco.


VITTORIO VENETO

SERRAVALLE

La visita al centro storico, che dal 1866 fa parte del comune di Vittorio Veneto, porterà il visitatore alla scoperta di uno più importanti centri della Serenissima in terraferma, caratterizzato da antiche vie e piazze, da edifici di gusto schiettamente veneziano, e dai Meschietti, opera di ingegneria idraulica del sec. XVI.
Questo sito, che conserva praticamente integro l’aspetto che ha assunto nei secc. XV–XVI, è arricchito dalla presenza di numerosi edifici di notevole importanza storico artistica, come la Chiesa di Santa Giustina, la pieve di Sant’Andrea, il rinascimentale Palazzo Minucci in cui è ospitata una incredibile collezione d’arte di stile vitalistico (dannunziano), il Castrum di Serravalle, antico insediamento fortificato, la chiesa di San Giovanni (con cicli di affreschi quattrocenteschi), il Museo del Cenedese e la chiesetta di San Lorenzo dei Battuti, interamente affrescata.

PALAZZO MINUCCI DE CARLO

Nel cuore del centro storico di Serravalle è possibile visitare questo seicentesco palazzo chiamato un tempo la Ca’ Granda per le sue dimensioni imponenti. Una scala monumentale ci introduce al piano nobile dove tutto ci racconta della vita avventurosa di Camillo De Carlo, ultimo proprietario del palazzo che alla sua morte ha voluto creare la fondazione Minucci-De Carlo. All’interno del palazzo tutto è rimasto come De Carlo aveva voluto, ancora oggi si respira un’atmosfera decadente che avvicina questo luogo al Vittoriale di D’Annunzio: centinaia di oggetti affollano mensole, tavoli e librerie, arazzi quadri ed affreschi decorano le pareti, tappeti preziosi coprono pavimenti in legno. Tra le stanze più suggestive, la cucina, con preziosi servizi in argento e vetri dorati e la sala da pranzo, con la grande tavola dove cristallerie, posaterie sembrano pronti per essere utilizzati. Il percorso verrà arricchito dal racconto delle avventure di De Carlo, spia durante la prima guerra mondiale e podestà in epoca fascista e da aneddoti e storie di importanti personaggi che hanno frequentato la sua casa: capi di stato, scrittori e attrici del cinema italiano degli anni ‘50. 

CENEDA
Inglobata nel Comune di Vittorio Veneto dal 1866, l’antico centro di Ceneda vanta ben più antiche origini. Testimoniano il suo importante passato molti monumenti, tra cui il Castello di San Martino, antica residenza dei Vescovi, conti di Ceneda, dove ancor oggi vive il vescovo della Diocesi di Vittorio Veneto, la Cattedrale che conserva importanti opere artistiche, la cinquecentesca Loggia del Cenedese, le cui sale oggi ospitano il Museo della Battaglia dedicato alla Prima Guerra Mondiale e Villa Papadopoli (visitabile solo all’esterno) immersa nel bellissimo parco dell’arch. Antonio Caregaro Negrin. Rivestono particolare interesse storico artistico, inoltre anche il Ghetto, il cimitero ebraico di Ceneda e la Galleria d’arte moderna “Vittorio Emanuele II” presso villa Croze.

MUSEO BATTAGLIA

Dopo quattro anni di gestione del Museo della Battaglia, le guide turistiche di Aregoladarte sono liete di accompagnare i visitatori all’interno di questo importante luogo della memoria. Il Museo, completamente rinnovato, offre attraverso l’organizzazione interna di un percorso permette di conoscere la figura del suo fondatore Luigi marson (ragazzo del ’99), e la sua incredibile collezione. Nel contempo, permette di approfondire diversi temi inerenti alla prima guerra mondiale: la dura esperienza di vita del soldato raccontata in un percorso espositivo che si sviluppa come una vera trincea, coinvolgendo il visitatore con suoni e effetti speciali; l’anno dell’occupazione, vissuto dalla popolazione civile e raccontato attraverso oggetti e memorie che ci fanno conoscere la durezza della guerra vissuta da chi la guerra non l’ha fatta ma l’ha subita; la battaglia di vittorio veneto e il mito della guerra costruito a sostegno dell’ideologia fascista. Il percorso di visita si conclude nella sala della vittoria meravigliosamente affrescata dall’artista ottocentesco, Giovanni De Min.

 

ODERZO

La città sorge sui resti dell’antica Opitergium; meritano una visita l’antico Foro romano, una domus, la basilica, le mura del castello medievale e il bel Duomo in cui sono conservate pregevoli opere d’arte.
Si può anche visitare il museo archeologico e la collezione Egidio Martini, entrambi ospitati a Palazzo Foscolo.

PORTOBUFFOLÈ

Portobuffolè (a circa otto chilometri da Oderzo) è una piccola cittadina medievale circondata da mura; famosa per conservare la casa in cui si racconta abitò Gaia da Camino di cui parla Dante nella Divina Commedia, presenta intatto l’aspetto che aveva assunto nel XIV secolo.


I CASTELLI DEI CONTI COLLALTO

IL CASTELLO DI COLLALTO
Costruito da Ensedisio I nel 1110, il Castello fu voluto dai Trevigiani per tenere sotto controllo i territori alla sinistra del fiume Piave. Fornito di tre cinte murarie a difesa di un imponente mastio, il castello si presenta ora come un rudere a causa delle devastazioni subite nei secoli. Qui la legenda vuole si aggiri il fantasma di Bianca, giovane fanciulla murata viva dalla gelosa Chiara da Camino, che l’accusò di essere l’amante di suo marito, Tolberto da Collalto.

IL CASTELLO DI SAN SALVATORE A SUSEGANA
Sulla vetta del colle di San Salvatore si erge il grandioso complesso del castello dei Conti Collalto, qui edificato a partire dal 1245. L’imponente sistema fortificato, che spesso fu raffigurato dal celeberrimo pittore G. B. Cima negli sfondi dei suoi quadri, è uno dei più vasti d’Italia e appartiene ancora alla nobile famiglia che lo ha costruito. Bombardato durante la Prima Guerra Mondiale quando fu utilizzato come presidio austriaco, il complesso sta ora ritornando al suo antico splendore grazie agli accurati restauri che ne hanno recentemente permesso l’apertura al pubblico.

 

IL MONTELLO

L’itinerario proposto parte da Nervesa della Battaglia, un piccolo centro situato sulla destra del Fiume Piave, luogo che è stato teatro di storiche battaglie nel corso della Prima Guerra Mondiale tra cui gli ultimi attacchi italiani alle truppe austro ungariche che hanno poi portato alla vittoria finale. All’interno del percorso è prevista la visita al Sacrario del Montello, imponente costruzione del periodo fascista che ospita i resti di 9000 soldati caduti lungo il Piave e che permette dalle alte terrazze una grandiosa panoramica sul territorio circostante. Il percorso procede poi verso sacello di Francesco Baracca, asso dell’aviazione italiana morto per cause ancora oggi misteriose la sera del 19 giugno 1918 durante la battaglia del solstizio. Attraverso la chiesa dei SS. Angeli, che include i resti di una quercia bruciata durante la battaglia del solstizio, e che si affaccia sulla Valle dei Morti, teatro di scontri sanguinosi, si giunge all’Osservatorio del Re, luogo nascosto in una casa colonica utilizzato dal re Vittorio Emanuele III per controllare i  movimenti del nemico sui vicini territori della sinistra Piave. A conclusione del percorso ci sarà occasione di visitare suggestivo cimitero inglese di Giavera del Montello, situato all’ombra di imponenti magnolie che lo rendono luogo di pace e raccoglimento.